Fabio Perego, un proprietario di una casa liberty nella provincia di Varese, nel 2013 era preccupato per lo stato dello splendido faggio rosso situato nel suo giadino (Fagus sylvatica Atropurpurea) . Esso aveva una cavità significativa alla base del tronco, e aveva le radici infettate dal fungo fitopatogeno detto “chiodino” (Armillaria mellea). Inoltre era chiaramente visibile nella chioma una Fomitiporia punctata (syn Phellinus punctatus). A causa della stretta vicinanza dell’albero alla strada principale, Perego ha deciso di controllare la sua stabilità mediante prova di trazione controllata. Il test della prova di trazione ha mostrato un indice di sicurezza molto basso (0,9 o 90%), quindi il faggio era diventato un rischio enorme e la riduzione della chima sembrava essere necessaria per il suo mantenimento. Mycosolutions è stata contattata.

In primo luogo, sono stati analizzati in laboratorio i corpi fruttiferi, mediante un processo complesso che ha previsto l’utilizzo di vari ceppi di Trichoderma, per cui è stato selezionato un ceppo con un alto potenziale antagonista. Oltre ad essere in grado di sopprimere e frenare la crescita del fungo chiodino, il ceppo selezionato può anche aumentare la disponibilità di sostanze nutritive dell’albero, come il fosforo ed il ferro.

Nel primo trattamento il formulato granulare di Trichoderma fatto su misura è stato miscelato al compost e distribuito uniformemente con uno spessore da 5 a 7 cm attorno al tronco, sull’apparato radicale, mantenedolo sempre al giusto grado di umidità. Il proprietario dell’albero ha continuato i trattamenti spruzzando l’apparato radicale ed il tronco con la sospensione di spore ogni 3-4 settimane, aggiugendo del comost .

Tre anni dopo, nell’autunno del 2017, non corparvero più i corpi fruttiferi alle radici e le ferite al tronco erano state chiuse da nuovo legno. Il carpoforo presente sulle branche (F. punctata) è regredito e la chioma ha mostrato molto più fogliame. Un’altra prova di trazione ha mostrato un sorprendente indice di sicurezza del 110%, quindi l’albero è stato considerato più stabile. La maggiore crescita dei germogli rispetto al passato indica un’elevata vitalità del faggio generata dal ristabilimento dell’ equilibrio microbico del terreno. Di conseguenza, il faggio ha mostrato segni positivi nel contrasto dei patogeni. Recenti studi dimostrano che l’effetto soppressivo del Trichoderma nel terreno inibisce il decadimento causato dai funghi patogeni e inoltre promuove lo sviluppo di nuove radici.

L’attenzione e la regolarità dei trattamenti di Fabio Perego sono stati cruciali per il recupero del faggio. Se un patogeno è in grado di diffondersi indisturbato per anni, la probabilità di infezione è alta e quindi è altamente consigliabile eseguire trattamenti frequenti per sopprimere il decadimento dei funghi patogeni, limitando ulteriormente la loro diffusione negli alberi sani.

Una seconda prova di trazione svolta nel 2017 ha rivelato un sorprendente indice di sicurezza del 110%, quindi l’albero è stato considerato stabile.